"...dato che tutti gli altri posti erano già occupati,
ci siamo seduti dalla parte del torto"

Bertolt Brecht



Claudio, quello non fu
il sogno di un momento
e fu l'amore
fu il sogno vero
fu il vento
di cambiare con la testa
il cuore la gioia
di fare della gioventù un portento.

Gianni d'Elia
(Ricordando gli zingari felici)


Claudio è uno dei più rappresentativi autori della canzone italiana, dalla maggior parte di molti suoi illustri colleghi viene anzi considerato il "maestro" della canzone d'autore. A lungo legato/relegato dalla critica al cliché del cantautore generazionale, legato indissolubilmente alla rabbia, alle emozioni e alle delusioni di chi aveva vent' anni negli anni '70, Lolli continua in realtà ad incantare le platee, sempre piene di giovani e giovanissimi che accorrono ai suoi concerti, con la sua ironica e disincantata altissima poesia, che continua, senza età, a gettare un'occhiata affilata sul mondo più o meno vicino, lasciandoci la briga di raccoglierla e di continuare a sognare e soffrire, noi esseri vivi e pensanti, ascoltando le sue sempre nuove sempre splendide canzoni.
Inizia molto giovane la sua attività discografica con l'album "Aspettando Godot" (1972) che ebbe immediato successo, cui seguirono "Un uomo in crisi" e "Canzoni di rabbia"; nel 1976, l' exploit di "Ho visto anche degli zingari felici", il suo disco più noto, che, oltretutto, ebbe anche il merito di rivoluzionare musicalmente il concetto di canzone d'autore, dando spazio a concezioni melodiche che le erano state fino ad allora negate. "Disoccupate le strade dai sogni", del '77, è un disco a suo modo premonitore, e la superficialità degli anni Ottanta, che tende a soffocare gli autori, sicuramente rallenta l' attività di Claudio Lolli. Nel 1984, comunque, Lolli porta in giro per l'Italia lo spettacolo "Dolci promesse di guerra" insieme a Giampiero Alloisio e dopo, una lunga e meditata gestazione, arriva anche l' album "Claudio Lolli" (1985). Dopo dieci anni di assenza dalle scene (durante i quali si dedica al ruolo di professore di liceo, mestiere che tuttora esercita con passione), Lolli ritorna ad esibirsi dal vivo in un recital al Teatro Puccini di Firenze, nel marzo 1993. 
Dal 1995, accompagnato dal fedele e bravissimo chitarrista Paolo Capodacqua, Claudio Lolli riprende a suonare dal vivo, e gira l'Italia tenendo concerti su concerti, nei quali, accanto ai sempre richiesti brani "storici", vengono presentati in sempre maggior misura i suoi nuovi lavori, contenuti negli ultimi album ("Piazze.Strade.Sogni", Intermittenze del cuore", "Viaggio in Italia" e quest'ultimo, apprezzatissimo, "Nessun uomo è un uomo qualunque"). Nel dicembre del 1998 ha ricevuto il Premio "Piero Ciampi" alla Carriera. 
Alcune canzoni di Lolli sono state incise anche da Francesco Guccini ("Keaton", "Ballando con una sconosciuta") e dagli Stadio ("Segreteria telefonica"). 
Ha pubblicato alcuni libri: "L'Inseguitore Peter H.", "Giochi crudeli", "Nei sogni degli altri" pubblicato da Marsilio Editore nel 1995. La City Lights Italia Luci della Città di Firenze gli ha pubblicato, nel 1998, "Antipatici Antipodi - 1972- 1997".

(Spudoratamente "Copiato&Incollato" da: www.storiedinote.com